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FORMAZIONE

 

1. SCUOLE: Laboratori psico-pedagogici e di integrazione handicap

2. ADULTI: Laboratori di formazione e genitorialità

Ogni progetto è adattabile alle esigenze degli interessati.


1. LABORATORI PSICO-PEDAGOGICI E DI INTEGRAZIONE HANDICAP
rivolti alle scuole

...E SE POI MI ARRABBIO? [per le classi]
Dalla scoperta della rabbia alla sua trasformazione in energia creativa
È un laboratorio sulle emozioni incentrato soprattutto sulla rabbia, pulsione aggressiva che, a seconda dei momenti, può essere una grande forza creativa o distruttrice in base a come viene riconosciuta e controllata. Il laboratorio prevede un confronto preliminare con gli insegnanti, poiché la progettazione dell’attività da proporre alla classe non può prescindere dalla conoscenza delle caratteristiche dei componenti di quel particolare gruppo. Da qui si costruisce un percorso educativo per aiutare i bambini a riconoscere-esprimere-trasformare le proprie emozioni di rabbia attraverso l’espressività corporea, la creatività, la narrazione di fiabe e l’utilizzo di strumenti a percussione. Il corso è previsto per le classi della scuola primaria (preferibilmente dalla terza in poi), da un minimo di 10 a un massimo di 25 bambini e bambine. È prevista la possibilità di progettare il percorso con finalità di integrazione per situazioni di handicap.
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TEATRO MUSICA ESPRESSIVITÀ [per le classi]
Un’esperienza di integrazione di diverse abilità nel gruppo classe, con una musicoterapeuta e una teatroterapeuta
Si tratta di un progetto che comprende due proposte laboratoriali. “I quattro elementi” prevede un percorso centrato sulla sensorialità, in cui il diversamente abile è particolarmente stimolato all’espressione delle proprie sensazioni ed emozioni (maggiormente indicato nel caso di grave disabilità motoria e/o psichica). “Mescolandoci” utilizza invece una metodologia maggiormente orientata all’aspetto cognitivo-relazionale.
Il progetto si rivolge alla persona segnalata, al gruppo classe di riferimento, all’insegnante di sostegno e di classe, all’eventuale educatore (anche le figure adulte verranno coinvolte all’interno dell’esperienza, in un ruolo attivo e partecipe da concordare personalmente). L’esperienza si può adattare a un’utenza di età estremamente variabile, dai 6 ai 18 anni.
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LA PALLACANESTRO, UN GIOCO PER TUTTI [per le classi]
Giocare rispettando la diversità di ognuno: sviluppare un’integrazione e partecipazione attiva in gruppo partendo dalle regole base della pallacanestro
È un laboratorio sportivo, ma dalle preponderanti valenze terapeutiche e pedagogiche, che ha lo scopo di sviluppare e potenziare modalità comunicative e di ascolto, nonché promuovere l’esplorazione di regole condivise e possibilità alternative alla comunicazione verbale. Il laboratorio si svilupperà attraverso lezioni pratico-teoriche di apprendimento delle basi del gioco, per arrivare a vere e proprie partite, e, ove possibile, alla realizzazione di un minitorneo fra le classi e/o le scuole partecipanti. Il laboratorio può avere diverse tipologie e rivolgersi a bambini della scuola primaria appartenenti allo stesso gruppo classe, a classi parallele, a bambini di diverse età della stessa scuola o anche di scuole diverse che eventualmente parteciperanno al progetto; si rivolge a gruppi composti da un minimo di 10 a un massimo di 25 bambini, in base alla gravità dei casi presenti. In questi gruppi ci sarà la presenza sia di bambini normodotati sia di bambini portatori di handicap fisico, mentale o con difficoltà comportamentali o relazionali.
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C’ERA UNA VOLTA LA “SIGNORA MAESTRA”... [per gli insegnanti]
Strategie e tecniche di prevenzione della sindrome del burnout negli insegnanti
Il percorso sarà centrato sul gruppo dei docenti, che lavorerà su se stesso attraverso la rielaborazione delle esperienze personali. Verranno condivisi temi e problematiche stimolati da parte del formatore. Si prevedono attività di espressione corporea, role playing, brainstorming e di problem solving, nonché esercitazioni pratiche di gruppo o di sottogruppo, sulla individuazione di dinamiche comunicative basate sulle esperienze personali dei partecipanti. All’interno delle attività è previsto l’utilizzo di racconti, brani musicali, filmati, ecc. per stimolare la discussione e il confronto.
Il percorso è destinato agli insegnanti delle scuole primarie e dell'infanzia. La metodologia interattiva utilizzata raggiunge i migliori risultati con gruppi di 8-10 partecipanti.
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COMUNICARE PER CREARE [per gli insegnanti]
Percorsi formativi di comunicazione ecologica per un ambiente scolastico in cui possano crescere relazioni più “pulite”
L’obiettivo principale è quello di lavorare sulle proprie emozioni e acquisire strumenti efficaci per poter gestire al meglio il rapporto con gli altri, siano essi docenti e/o allievi, al fine di rispettar la diversità e favorire la potenzialità di ognuno nel confronto e nell’agire di gruppo.
Il corso è previsto per gli insegnanti della scuola primaria e dell’infanzia, da un minimo di 10 a un massimo di 20.
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2. LABORATORI DI GENITORIALITÀ E FORMAZIONE
rivolti agli adulti

PARLIAMONE
Gli stili della comunicazione
Lavorare sulle proprie modalità di comunicazione si pone come percorso privilegiato per la costruzione di migliori rapporti sociali e, quindi, per la prevenzione dei disagi individuali e sociali legati alla percezione di isolamento ed al ricorso a metodi di comunicazione socialmente non idonei (come la violenza fisica e verbale). Il percorso si propone come un momento esperienziale, nel quale i partecipanti sperimentano la possibilità di utilizzare diverse modalità di relazione e di riflettere su queste in modo strutturato.
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È PROPRIO MIO IL CORPO CHE INDOSSO?
Autoconsapevolezza corporea
Risulta urgente accelerare e approfondire il “processo di riconciliazione” dell’uomo con le proprie emozioni, e visto che il conflitto emotivo viene vissuto fin dai primi mesi di vita (fino a renderci addirittura in certi casi insensibili), proprio fin da piccoli è necessario essere educati a dare la giusta cittadinanza alle emozioni.
Dalla letteratura scientifica degli ultimi anni si può affermare che se “non esiste un’emozione senza sensazioni, possono esistere sensazioni senza emozione”, associare gli stati di alterazione corporea a delle emozioni è uno dei lavori più importanti della persona che vuole agire consapevolmente per fare quello che sente e sentire quello che fa, che è il principio di ogni profonda motivazione. Il fallimento di questo processo di attribuzione può portare a squilibri psicofisici di vario genere.
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L’ANSIA NEL QUOTIDIANO
L’ansia è un’emozione da tutti provata, in quanto rappresenta una normale risposta dell’organismo allo stress.
Il problema sorge quando le preoccupazioni diventano croniche e ripetitive, continuando a riciclarsi all’infinito, senza far intravedere una soluzione positiva. Il rischio a questo punto è quello di cadere dentro il vortice del sequestro emozionale (D. Goleman), ovvero in un disturbo d’ansia che può andare dalle fobie fino agli attacchi di panico.
Il presente progetto si propone come una possibile forma di intervento psicoeducativo e sociale nei termini di prevenzione primaria: l’intervento preventivo in psicologia tratta informazioni che il soggetto può elaborare, ed in base a tale elaborazione egli può decidere di attivare o modificare una certa condotta.
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… PERCHÉ IO TI AMO
Genitori oggi
La famiglia nucleare, oggi ridotta di numero e frammentata in diversi contesti e luoghi, condiziona la qualità dello sviluppo cognitivo ed emotivo dei suoi membri, costringendoli a relazionarsi in modo frammentato e confuso, per potersi difendere di fronte alle incalzanti e contraddittorie richieste del mondo esterno. Il presupposto è che la famiglia vada sostenuta all’interno di interventi in cui essa si sia considerata soggetto attivo e competente: la funzione educativa è oggi più complessa e va pertanto analizzata con la dovuta attenzione. Una cultura, quindi, fondata sulle risorse e non sui deficit, sulla salute e non sulla malattia, sull’educazione e non sulla terapia.
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